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IL PALEOLITICO DEL RIPARO DEL CASTELLO (PA) : UN MITO DA RIVISITARE.

A.D'Achille, F. Lugli, E. Santucci, F. Sebasti, D. Zampetti* - *Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche e Antropologiche dell'Antichitα. Universitα di Roma " La Sapienza"


La precocitα delle ricerche sul Paleolitico della Sicilia nel secolo scorso, praticamente in concomitanza con le prime indagini e scoperte avvenute in altri paesi europei, ha fatto s∞ che si creassero delle notevoli aspettative sui risultati che tali ricerche potevano produrre.
D'altro canto le metodologie impiegate all'epoca non potevano dare un contributo sostanziale a questioni che attualmente sono di interesse precipuo quali:
1. la discriminazione delle fasi del popolamento umano dell'isola durante il Paleolitico;
2. definizione delle dinamiche culturali legate alle modalitα e intensitα di occupazione del territorio nelle diverse fasi.
Uno dei siti di riferimento nel dibattito che si era sviluppato nei primi anni del '900, nel momento cioΦ in cui si andava elaborando uno schema generale del Paleolitico italiano, Φ stato senza dubbio il Riparo del Castello a Termini Imerese, che deve la sua unicitα alla ricchezza e varietα dei materiali raccolti. In anni recenti Φ avvenuta una ripresa degli studi in particolare per quanto riguarda l'industria litica che, perlomeno sulla base delle collezioni che abbiamo potuto esaminare, Φ inquadrabile nel complesso nell'Epigravettiano finale, seppure con qualche elemento che potrebbe indicare orizzonti sia pi∙ antichi che leggermente pi∙ recenti.
Il nostro intento in questa occasione Φ di presentare una sintesi dei dati emersi di recente dallo studio dei manufatti litici in selce e quarzite, focalizzando l'attenzione sugli aspetti pi∙ specificamente tecnologici come contributo a una ridefinizione del contesto culturale del Paleolitico della Sicilia.


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